Ryuchi Sakamoto, fiore di ciliegio
Se ne è andato Ryuichi Sakamoto. In tanti l’abbiamo amato molto e la sua musica ha toccato nel profondo milioni di persone, accompagnando alcuni dei momenti più ispirati e più bui delle nostre vite. E lui ci ha sempre ricambiati e nel dire questo penso a un’attenzione particolare che ebbe nel 2020, donando a tutte le persone che si trovavano in isolamento un concerto domestico di piano solo che è pura beatitudine. Ha scritto, suonato e sperimentato di tutto nella sua lunga carriera e io scelgo il brano di apertura di quel disco suonato da casa sua per accompagnare il mio saluto. Si chiama “Andata”, la colonna sonora immaginaria per un film immaginario di Andrej Tarkovskij. Un film che neanche Tarkovskij aveva immaginato. Solo Sakamoto poteva vedere tanto oltre e in questo dettaglio c’è tutta la sua forza e la sua grazia. La forza della grazia. Se tutto si trasforma e niente si distrugge, in questi attimi Sakamoto si sta trasformando in un fiore di ciliegio, sacro nel suo Giappone, che sboccia in questi giorni e appassisce in fretta. Se vi capita di passare vicino a un ciliegio in fiore e ne scorgete uno in particolare, di una particolare bellezza, salutatelo con gratitudine da parte di chi resta sulla Terra ancora un po’ in questa forma. Fate presto! Perché dopo essere stato Sakamoto e poi un fiore di ciliegio, la sua essenza potrebbe aver completato il viaggio, potrebbe non tornare qui e concedersi il perenne restare dove tutto è. Forse è questo il film che si era immaginato di suonare.