Buon viaggio una sega, Cecco

Chi tace sta zitto quindi “Caruso Pascoski” è il film che ho visto più volte in vita mia, hai raccontato un personaggio che mi assomiglia come nessun altro abbia mai visto al cinema, era il minimo che il mio vecchio blog recasse quel nome se ti devo il certificato di degna esistenza che hai consegnato alla mia anima insieme a Nick Drake, Neil Young e gli altri veri eroi della mia adolescenza. Grazie per “Madonna che silenzio c’è stasera”, quel tuo modo peculiare di essere un maledetto toscano che solo “Berlinguer Ti Voglio Bene” pareggia, quante volte mostro l’inizio del film a quei pazienti che soffrono per la mamma coccodrillo che si ritrovano, quanto sei potente ad aprire con una risata il tema cruciale di tante vite che riconoscono di aver bisogno di aiuto per evolvere. Grazie per “Stregati”, il primo lungometraggio in cui hai fatto tutto da solo scegliendo di girare solo scene notturne di cui la metà in una stazione radio al porto di Genova, che scelte coraggiose, da poeta pazzo, pazzo di una follia tanto bella. Grazie per “Donne Con Le Gonne”, oggi collettivi femministi e michelemurgia in ordine sparso ti lincerebbero per quella tua storia d’amore che è un lancio fuori campo rispetto al politicamente corretto odierno, questo ci dice quanto siamo diventati solo più bigotti attraverso il fantomatico progresso e in qualche altro film, con insospettabile afflato pasoliniano, avevi lasciato intendere anche questo. Grazie per il monologo iniziale di “Son Contento”, per la solitudine su quel bus di “Io, Chiara E Lo Scuro” e altre miriadi di scene che sono rimaste nel cuore a me e migliaia di spettatori, di cui Facebook si riempirà nelle prossime ore. Grazie per la tua autobiografia leggera, malinconica e dritta al cuore in cui racconti la tua vita come se fosse finita durante l’intervallo di “Occhio Pinocchio” e non son d’accordo, però sei stato davvero un bravo ragazzo. Grazie per la tua musica, eri un autore totale e con tuo fratello Giovanni hai scritto canzoni che conosco a memoria, “Rose”, “Giulia” e “Se L’Hai Vista Camminare” sono pezzi che i cantautori puri di oggi si sognano di scrivere. Grazie per quel tuo sorriso che ti fa dimenticare che esiste il male per tutto il tempo che dura quell’istante. Buon viaggio Cecco, ora tu puoi andare finalmente ni’ Perù con il vento delle nostre parole se il silenzio fosse troppo stasera… Zitti zitti, sento che ancora mi parla. Cecco mi ha detto di dirvi: Buon viaggio una sega! Ora la sposto pe’ davvero la Chiesa…

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