Non ci avrei creduto

Non ci avrei creduto. Dico, se mi avessero detto che trecento medici, infermieri e operatori sanitari avrebbero riempito la sala convegni di un importante polo universitario italiano per sentir parlare di come la poesia possa aiutarli nel prendersi cura delle persone. Non ci avrei creduto dieci anni e più fa, quando lottavo per emancipare la poesia sui muri delle città e studiavo psicologia per aiutare chi soffre. Erano allora trattate come due discipline disgiunte ma tutto quello che studiavo e toccavo mi diceva che erano un’unica cosa, da sempre. Non ci avrei creduto che dieci anni e più dopo, sabato scorso, avrei avuto quante cose da dire su questo ricongiungimento palpabile, che ci sarebbe stato quell’ascolto attento e caldo che ho sentito intorno. Non ci avrei creduto, io da solo, ma sono stato tutto questo tempo insieme a loro a coltivare questa speranza, a vederla sbocciare, infine. Loro: quanti poeti, anche quelli che non finiranno mai sulle riviste dei critici perché troppo puri nel loro amore disinteressato per la parola, hanno lottato per ricreare un’apertura verso la poesia come linguaggio di tutti. L’ultimo che ho incontrato, non mi stancherò mai di ringraziarlo, è Dome Bulfaro che oggi è un compagno di viaggio con cui andare in fondo al mondo. La poesia ora la vogliono tutti in questa realtà così poco poetica, ma quanti hanno lavorato per anni nell’ombra affinché uscisse dalla gabbia in cui l’accademia l’aveva rinchiusa. Io me li ricordo tutti mentre sembra che il momento sia arrivato, questo ho pensato un attimo fa, mentre andavo in studio dai miei pazienti e ho visto una rosa, questa rosa, spuntare oltre la ringhiera in un sogno di spazio e di luce. La rosa di nessuno, scriveva Paul Celan settanta anni fa. Oggi, di nuovo, la poesia di tutti.
(Grazie a tutto lo staff di Pensieri Circolari di Biella e in particolare a Vincenzo Alastra per aver reso possibile quest’incontro, a Valeria Bianchi Mian per averci accolto tra intimi alla Libreria Trebisonda di Torino da Malvina Cagna, dopo)

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