Che anno bellissimo è stato, per me

Che anno bellissimo è stato, scrivo quanto segue perché sono grato alla vita e speriamo duri. Ho incontrato tante persone meravigliose, molte tra esse posso dire di averle accompagnate in un momento difficile della loro vita, aiutandole a star meglio. E’ il mio lavoro, non che sia un santo ma sul piano personale credo di non aver fatto girare i coglioni a nessuno e anche questo è un traguardo visto la china collerica su cui ho lavorato tanto. Ho avuto paura di morire perché una testa di cazzo, visibilmente strafatto, ci ha tamponato a cento e passa all’ora senza accenno di frenata. E mi ha pure provocato dopo, ma grazie alla mia psicoterapeuta Diana Lenza anche lui è sempre vivo. Almeno mi ha permesso di capire che la mia compagna alla guida è il sosia di Colin McRae, solo grazie a lei non ci siamo fatti neanche un graffio. Noi, la macchina da buttare e pazienza. Ero appena uscito da un concerto, anche quest’anno ne ho visti un numero imprecisato e alcuni si sono impressi per sempre dentro di me. Come spero di tenere vicino al cuore tanti lettori incontrati ai vari incontri, decine tra convegni, presentazioni, laboratori. Ho ascoltato tantissima musica, visto tanti film e letto pochino rispetto a quanto pretendo da me stesso, ma mi dovevo disintossicare dal mio decennale studio matto e disperatissimo. Peraltro, ho concluso pure la scuola di psicoterapia, concludendo dieci anni di studi per fare il mio mestiere ma tanto mi sono già iscritto a un altro master, impossibile smettere di studiare. Nel mezzo ho camminato migliaia di chilometri al mare e in montagna. Ho mangiato una caterva di fichi, di tartufo e di pane del mi’ babbo, la settima meraviglia del mondo. E godo per mia mamma che si gode la pensione. Bek invece sembrava fosse un cane ma è sempre più chiaro che si tratti di un’orso. Ho vinto due giornate al fantabasket nazionale, che fa sempre bene all’autostima. Mi sono emozionato di nuovo per un’Inter tornata Pazza Inter. Sono stato male per la scomparsa di Nuti, Sakamoto e per le guerre infami che devastano fratelli e sorelle del mondo. Ho esultato quando è morto Berlusconi, poi me ne sono vergognato. Sono stato bene, molto, mentalmente e fisicamente e a differenza del passato ho cercato di rendermene conto invece di inseguire sempre qualcos’altro in un perpetuo futuro. Tanto a lungo termine siamo tutti morti e dimenticati. Inspiegabilmente, secondo questa prospettiva che è l’unica che considero, continuo a scrivere libri che usciranno presto e ho tanti progetti di cui saprete a tempo debito. Ogni tanto scrivo per altri, quest’anno per Manisi Rishi: il suo “Wow. Dalla conoscenza alla coscienza, dall’India all’eremo virtuale” contiene una mia storia indiana a cui tengo molto e lo consiglio a chi non ne può più di un approccio serioso allo yoga, che fateci caso, non hanno mai i veri maestri ossia quelli che vivono in India, parlano hindi, leggono dal sanscrito. Quelli come lui e Leela Devi, sempre grato. Ah, ho scritto il testo per una canzone degli Ossi di Vittorio Nistri e Simone Tilli, una canzone su una storia che solo l’Appennino può regalarci, avvenuta a pochi metri da dove ho vissuto per anni e che ora fa parte di un disco da amare. Resto un drogato di partenze, certo. Quest’anno ho viaggiato per tre mesi in India, Islanda, Creta, Cipro, Parigi e macinato chilometri su chilometri anche in Italia, con Dome Bulfaro che vince a mani basse il premio amico dell’anno succedendo ad Andrea Brogi che perde il trono perché, inaspettatamente, mi preferisce suo figlio neonato. Il 2023 è l’anno in cui, soprattutto per me, dopo dieci anni di lavoro è uscito “Poesia e Psiche”, il libro che avrei voluto leggere quando ero ragazzo e mi sta dando così tante soddisfazioni da uomo, dall’endorsement di Borgna che vale una carriera da psicologo al contributo che sento di aver dato a una materia in cui credo profondamente. E che anche grazie al nostro gruppo di lavoro si sta diffondendo come solo migliaia di anni fa, quando la poesia era la lingua madre del mondo. Molte di queste soddisfazioni le devo anche al contributo di una serie di persone che ho ringraziato pubblicamente, nei ringraziamenti che trovate al primo commento. Non sono geloso tranne che in un caso, gli altri nomi ve li consiglio per impreziosire l’anno nuovo! Una foto all’anno la posso mettere anche io che sono allergico a queste cosine. Un anno fa a Varanasi sul sacro Gange catalizzando un’energia che sento ancora addosso. Auguri a tutti e Juve Merda sempre.

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