Lawrence Ferlinghetti è morto. Lawrence Ferlinghetti è già rinato

Lawrence Ferlinghetti ha vissuto una vita talmente piena di poesia, amore, avventure e qualsiasi altra cosa valga la pena vivere, peraltro in salute e fino a 101 anni, che a uno viene da pensare boia ma che fortuna ha avuto dalla vita questo qui.
E invece era figlio di emigrati per fame dall’Italia agli USA, il padre gli morì 6 mesi prima che nascesse, la madre gliela ricoverarono poco dopo in manicomio e si trovò solo catapultato in Francia dagli zii.
Se ci raccontiamo questa storia con la prosa ci riempiamo di parole vuote come resilienza, una parola oscena per dire qualcosa che non esiste e qualcosa che non esiste si può dire, fare e sentire solo attraverso la poesia.
O ballando. O qualsiasi altra cosa pur di spegnere per un attimo la mente e guardare il mondo dalla prospettiva della nostra pancia o dei nostri piedi o di quell’albero in fondo alla strada da 40 anni o di un poeta italo americano francese che ha creato mondi che noi abitiamo senza farci caso chiamato Ferlinghetti, morto ieri a 101 anni e immediatamente rinato.

“Ed è sempre così ed è così che finisce sempre
e il fuoco e la rosa sono una cosa sola
e sempre la stessa scena e sempre lo stesso
soggetto fin dal principio come nella Bibbia
o nel Sole sorge ancora che comincia Robert Cohn
era campione di boxe dei pesi medi ma poi perse
i coglioni e siamo daccapo siamo sempre lì
al solito vecchio tema alla solita scena
con tutti i cittadini e tutti i personaggi
a darsi daffare per quello fin dal principio e pare
che non pensino mai ad altro che a farlo
e la metà del tempo non importa molto con chi
mentre l’altra metà importa più di qualunque cosa
Oh sì le dolci febbri d’amore e ci son sempre complicazioni
come per esempio lei non ha occhi per lui o lui
non ha occhi per lei o lei non ha occhi per lei o lui
non ha occhi per lui o qualcosa di simile o altri
che stanno tra i piedi come la madre di lui
o il padre di lei o qualcun altro del genere
ma ogni volta continuano lo stesso a cercare
di farlo come in Shakespeare o nella Terra Desolata
o in Proust alla ricerca del suo Tempo perduto
o dovunque Ed ecco tutti a lottarsi l’un l’altro
o l’uno dietro l’altro come quelle fanciulle di marmo
sull’Urna greca o in qualunque strada di mercato
o su una giostra di cavalli girano e girano
tutti a caccia dell’amore e per un’affamata metà del tempo
senza sapere nemmeno cosa veramente li rode dentro
come Robin in cammino nella foresta anche se non è così
semplice come se tutto ciò che occorre a una lei fosse
un buon sigaro da pochi soldi oh no e chi non ha cacciato
non conoscerà mai lo struggimento della caccia e quindi
i falchi che volteggiano dov’è nascosto il cuore
e i cavalli affamati,in lacrime e gli angeli di pietra
e il paradiso ,e l’inferno e Yerma coi seni ciechi
sotto la veste e poi Cristoforo Colombo che sbarca
alla ricerca e Rodolfo Valentino e Giulietta e Romeo
e John Barrymore e Anna Livia e la Rosa irlandese di Abie
e Buonanotte Dolce Principe daccapo con tutti e ognuno
a ridere e piangere insieme dovunque giorno e notte
estate e inverno autunno e primavera come Anna Karenina
smarrita nella neve e il grido dei cacciatori in una grande
foresta e i soldati che arrivano e Freud e Ulisse
sempre coi loro insanziati viaggi dietro lo stesso
amaro calice come Re Arturo e i suoi cavalieri della notte
e tutti a domandarsi dove e come finirà come nei film o
come in certi romanzi da incubo sì come in un labirinto
notturno Sì dissi Sì voglio e lui mi chiamò
la sua rosa andalusa e io dissi Sì il mio cuore impazziva
ed è così che finisce Ulisse come tutto finisce sempre
quando quel brandello di carne cacciatore alla fine grida
e ha il suo momento di gloria Dio e poi viene col suono
lacerante dell’ascia nel legno e gli alberi cadono
il dolce pugnale cade appassendo nella carne gustosa
solitario si ritira alla fine e amato e perduto
e trovato sulla riva d’un fiume esattamente dove
tutto era cominciato e così tutto ricominciava daccapo”

Lawrence Ferlinghetti ha vissuto una vita talmente piena di poesia, amore, avventure e qualsiasi altra cosa valga la pena vivere, peraltro in salute e fino a 101 anni, che a uno viene da pensare boia ma che fortuna ha avuto dalla vita questo qui.
E invece era figlio di emigrati per fame dall’Italia agli USA, il padre gli morì 6 mesi prima che nascesse, la madre gliela ricoverarono poco dopo in manicomio e si trovò solo catapultato in Francia dagli zii.
Se ci raccontiamo questa storia con la prosa ci riempiamo di parole vuote come resilienza, una parola oscena per dire qualcosa che non esiste e qualcosa che non esiste si può dire, fare e sentire solo attraverso la poesia.
O ballando. O qualsiasi altra cosa pur di spegnere per un attimo la mente e guardare il mondo dalla prospettiva della nostra pancia o dei nostri piedi o di quell’albero in fondo alla strada da 40 anni o di un poeta italo americano francese che ha creato mondi che noi abitiamo senza farci caso chiamato Ferlinghetti, morto ieri a 101 anni e immediatamente rinato.

“Ed è sempre così ed è così che finisce sempre
e il fuoco e la rosa sono una cosa sola
e sempre la stessa scena e sempre lo stesso
soggetto fin dal principio come nella Bibbia
o nel Sole sorge ancora che comincia Robert Cohn
era campione di boxe dei pesi medi ma poi perse
i coglioni e siamo daccapo siamo sempre lì
al solito vecchio tema alla solita scena
con tutti i cittadini e tutti i personaggi
a darsi daffare per quello fin dal principio e pare
che non pensino mai ad altro che a farlo
e la metà del tempo non importa molto con chi
mentre l’altra metà importa più di qualunque cosa
Oh sì le dolci febbri d’amore e ci son sempre complicazioni
come per esempio lei non ha occhi per lui o lui
non ha occhi per lei o lei non ha occhi per lei o lui
non ha occhi per lui o qualcosa di simile o altri
che stanno tra i piedi come la madre di lui
o il padre di lei o qualcun altro del genere
ma ogni volta continuano lo stesso a cercare
di farlo come in Shakespeare o nella Terra Desolata
o in Proust alla ricerca del suo Tempo perduto
o dovunque Ed ecco tutti a lottarsi l’un l’altro
o l’uno dietro l’altro come quelle fanciulle di marmo
sull’Urna greca o in qualunque strada di mercato
o su una giostra di cavalli girano e girano
tutti a caccia dell’amore e per un’affamata metà del tempo
senza sapere nemmeno cosa veramente li rode dentro
come Robin in cammino nella foresta anche se non è così
semplice come se tutto ciò che occorre a una lei fosse
un buon sigaro da pochi soldi oh no e chi non ha cacciato
non conoscerà mai lo struggimento della caccia e quindi
i falchi che volteggiano dov’è nascosto il cuore
e i cavalli affamati,in lacrime e gli angeli di pietra
e il paradiso ,e l’inferno e Yerma coi seni ciechi
sotto la veste e poi Cristoforo Colombo che sbarca
alla ricerca e Rodolfo Valentino e Giulietta e Romeo
e John Barrymore e Anna Livia e la Rosa irlandese di Abie
e Buonanotte Dolce Principe daccapo con tutti e ognuno
a ridere e piangere insieme dovunque giorno e notte
estate e inverno autunno e primavera come Anna Karenina
smarrita nella neve e il grido dei cacciatori in una grande
foresta e i soldati che arrivano e Freud e Ulisse
sempre coi loro insanziati viaggi dietro lo stesso
amaro calice come Re Arturo e i suoi cavalieri della notte
e tutti a domandarsi dove e come finirà come nei film o
come in certi romanzi da incubo sì come in un labirinto
notturno Sì dissi Sì voglio e lui mi chiamò
la sua rosa andalusa e io dissi Sì il mio cuore impazziva
ed è così che finisce Ulisse come tutto finisce sempre
quando quel brandello di carne cacciatore alla fine grida
e ha il suo momento di gloria Dio e poi viene col suono
lacerante dell’ascia nel legno e gli alberi cadono
il dolce pugnale cade appassendo nella carne gustosa
solitario si ritira alla fine e amato e perduto
e trovato sulla riva d’un fiume esattamente dove
tutto era cominciato e così tutto ricominciava daccapo” 

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